Alcoldipendenza

La dipendenza da alcol è una malattia caratterizzata dalla perdita di controllo sul consumo di alcol, dall’uso continuo di alcol nonostante i problemi associati, dal bisogno di bere di più per ottenere lo stesso effetto e da sintomi di astinenza quando si diminuisce rapidamente o si interrompe il consumo(1).

Uno sguardo sull’alcoldipendenza
La dipendenza da alcol è una malattia cronica, recidivante e spesso progressiva con conseguenze dannose a livello fisico, mentale e sociale1,2.
L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’uomo ed una delle principali cause di mortalità e morbilità. In Europa, infatti, l’alcol è il secondo fattore di rischio per l’impatto di mortalità e carico di malattia, subito dopo l’uso del tabacco3.
L’alcol, oltre ad essere una sostanza che causa dipendenza, è causa di almeno 60 tipi diversi di condizioni patologiche e di danni alla salute, tra cui in particolare la cirrosi epatica alcolica, ma anche tumori, patologie gastrointestinali, malattie cardiovascolari, immunologiche, dell’apparato scheletrico, infertilità, problemi prenatali, lesioni e disturbi psichici e comportamentali. L’alcol aumenta il rischio di incorrere in tali problemi e danni in misura proporzionale alla dose di alcol ingerita. Quanto maggiore è la quantità ingerita, tanto più alto è il rischio3, 4, 5.
Il consumo di alcol non solo produce danni al bevitore, ma anche alle famiglie e al contesto sociale allargato, in quanto può causare maltrattamenti coniugali, abuso di minori, criminalità, violenza, omicidi e incidenti stradali 4.
Il consumo eccessivo di alcol è anche associato a costi elevati per la società dovuti a violenza, perdita di produttività e costi sanitari 6.
Tra le conseguenze più gravi del consumo di alcol vi è lo sviluppo di alcoldipendenza6.
L’alcoldipendenza è influenzata da fattori genetici, psicologici, sociali e ambientali7.
Fattori genetici e ambientali possono influenzare l’inizio del consumo di alcol: la famiglia, il gruppo di coetanei e la società determinano il livello di esposizione a stress e alcol, mentre le caratteristiche genetiche influenzano come un individuo risponde ad essi8. Nel tempo, il consumo eccessivo di alcol può alterare il normale equilibrio delle aree del nostro cervello associate con la percezione del piacere e con la capacità di controllare il proprio comportamento, portando all’alcoldipendenza7. Esiste una predisposizione genetica a sviluppare la perdita di controllo del consumo di alcol e i fattori genetici contribuiscono per circa il 60% al rischio di sviluppare alcoldipendenza8,17.
Inoltre, il rischio di sviluppare alcoldipendenza è strettamente correlato al livello di consumo di alcol2.

Sintomi
L’alcoldipendenza è una malattia che si sviluppa a seguito dell’uso ripetuto di alcol e che tipicamente include sintomi come un desiderio forte e incontrollabile di bere (craving), la perdita di controllo nel bere che significa non essere in grado di fermarsi una volta che si è cominciato a bere e l’uso continuo di alcol nonostante la consapevolezza delle conseguenze dannose associate. Inoltre, le persone sentono il bisogno di bere quantità di alcol sempre maggiori per avere lo stesso effetto (tolleranza) e spesso sperimentano sintomi di astinenza come nausea, sudorazione, tremori e ansia dopo sospensione dell’assunzione di alcol (dipendenza fisica)9,10.
Le persone con alcoldipendenza spesso trascorrono una gran parte del loro tempo a bere, a cercare alcol e a riprendersi dagli effetti dell’alcol, spesso a scapito di altre attività e responsabilità10. Non ricordano conversazioni o impegni, seguono un rituale temporale nell’assunzione di alcol e perdono interesse per le attività e gli hobby che prima erano piacevoli11.

Statistiche
L’Europa è nel mondo la regione con la più elevata proporzione di consumatori di bevande alcoliche e con i più alti livelli di consumo4. Si stima che in Europa vi siano circa 15 milioni di persone con alcoldipendenza all’anno12 con meno del 10% dei pazienti alcoldipendenti trattati6. Nel 2010, i costi sociali totali attribuibili al consumo di alcol in Europa erano stimati a circa 155,8 miliardi di euro, il 62% dovuti all’alcoldipendenza6.
In Italia, complessivamente nel 2011 le persone che hanno consumato bevande alcoliche con modalità in vario modo a rischio* per la loro salute sono state oltre 8.100.000. Le percentuali più elevate di consumatori a rischio si riscontrano tra le persone di oltre 65 anni, che non si attengono ai limiti di moderazione prescritti per la loro età13. In Italia, a fronte di circa 1 milione di alcoldipendenti, solo 58.000 sono in carico ai servizi pubblici5. Si stima inoltre che i costi sociali totali del consumo di alcol siano pari a circa 22 miliardi di Euro14.

* Consumatori a rischio (Istituto Superiore di Sanità, Osservatorio Nazionale Alcol) 5: maschi che superano un consumo quotidiano di 40 g. di alcol contenuti in una qualsiasi bevanda alcolica (2-3 unità alcoliche standard); femmine che superano un consumo quotidiano di 20 g. (1-2 unità alcoliche standard); anziani e giovani di 16-18 anni il cui consumo supera l’unità alcolica giornaliera, adolescenti al di sotto dei 16 anni che non si astengono totalmente dall’alcol e coloro che consumano grandi quantità di alcol in un arco di tempo limitato (binge drinkers).
In Italia una unità alcolica standard contiene convenzionalmente 12 grammi di alcol corrispondenti a una delle seguenti quantità: 330 ml di birra al 4,5%; 125 ml di vino al 12%; 80 ml di aperitivo o cocktail al 18%; 40 ml di liquore al 36% 4

Diagnosi e cura
E’ molto importante che coloro che presentano i sintomi della dipendenza da alcol chiedano un aiuto professionale, in quanto possono essere aiutate dal loro medico.
La diagnosi di alcoldipendenza si basa su sintomi biologici e su fattori comportamentali e sociali15. Le informazioni fornite dalla famiglia, dagli amici e dai colleghi di lavoro possono essere molto importanti per fare una diagnosi.
Il trattamento dell’alcoldipendenza comprende interventi psicologici, che possono aiutare il soggetto alcoldipendente a comprendere meglio il problema con l’alcol e supportarlo dal punto di vista psicologico, insieme a trattamenti farmacologici18,19. Sia l’astensione che la riduzione del consumo di alcol possono essere considerati come possibili obiettivi di trattamento per i pazienti con alcoldipendenza2,16. Anche il supporto delle persone vicine al paziente è molto importante.
Tutte le tipologie di trattamento per l’alcoldipendenza devono essere intraprese solo in seguito al consiglio professionale di un medico.

Bibliografia
1. MayoClinic.com. Alcoholism. http://www.mayoclinic.com/health/alcoholism/DS00340/DSECTION=symptoms.
2. EMA (2010). Guideline on the development of medicinal products for the treatment of alcohol dependence.
3. Rapporto ISTISAN (2012) Scafato et al. Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESPS sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute. Rapporto 2012. Roma: Istituto Superiore di Sanità
4. Emanuele Scafato, Claudia Gandin, Valentino Patussi ed il gruppo di lavoro IPIB (2010). L’alcol e l’assistenza sanitaria primaria. Linee guida cliniche per l’identificazione e l’intervento breve, ISS. http://www.epicentro.iss.it/temi/alcol/linee/linee_guida_cliniche.pdf
5. Rapporto al Parlamento (2012) Relazione del ministro della salute al parlamento sugli interventi. realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”, Roma 14 Dicembre 2012.
6. Rehm J, Shield KD, Rehm MX, Gmel G, Frick U. (2012). Alcohol consumption, alcohol dependence and attributable burden of disease in Europe: Potential gains from effective interventions for alcohol dependence, Centre for Addiction and Mental Health
7. MayoClinic.com. Alcoholism. http://www.mayoclinic.com/health/alcoholism/DS00340/DSECTION=causes
8. Vengeliene et al. (2008); British Journal of Pharmacology 154, 299–315
9. World Health Organization. International Classification of Diseases ICD10. 2010.
http://apps.who.int/classifications/icd10/browse/2010/en#/F10-F19
10. NIAAA National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism.
http://www.niaaa.nih.gov/alcohol-health/overview-alcohol-consumption/alcohol-use-disorders
11. MayoClinic.com. Alcoholism. http://www.mayoclinic.com/health/alcoholism/DS00340/DSECTION=symptoms
12. Wittchen et al. EurNeuropsychopharmacol 2011;21(9):655-679
13. http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=979
14. Scafato E (2013) Relazione Alcohol Prevention Day (APD) 2013, Alcol e alcodipendenza: le evidenze emergenti per la prevenzione ed il management del rischio e del danno alcol correlati. http://www.epicentro.iss.it/alcol/apd13.asp
15. American Psychiatric Association (APA) (2000). Diagnosis and Statistical Manual of Mental Disorders. Fourth Edition. Text Revision. DSM-IV-TR.
16. NICE. Clinical guideline 115, 2011.
17. Schukit. Ch. 98. In: Davis et al (eds). Neuropsychopharmacology: The Fith Generation of Progress. 2002.
18. MayoClinic.com. Alcoholism. http://www.mayoclinic.com/health/alcoholism/DS00340/DSECTION=treatments-and-drugs
19. Alcohol-use Disorders. The Nice Guideline On Diagnosis, Assessment And Management Of Harmful Drinking And Alcohol Dependence (2011). National Collaborating Centre for Mental Health.

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